La festa del Corpus Domini (altarini)

In poche regioni italiane s’incontrano, nelle feste popolari, religiosità e folklore, miti e storia, antiche tradizioni e moderne passioni, così come avviene in Calabria. L’immenso patrimonio culturale calabrese, legato alla civiltà contadina, da decenni è andato in disfacimento insieme a quello storico. Significativi esempi di antiche tradizioni, per fortuna, permangono nei centri più internati, dove è stata più lenta la penetrazione di culture esterne dominanti. Difatti Brognaturo è un piccolo paese dell’entroterra calabrese, immerso tra i boschi delle “Serre Calabre”, dove alcune di queste tradizioni si svolgono annualmente con profonda credenza religiosa. Una di queste manifestazioni popolari religiose è la festa degli altarini che viene celebrata il giorno del “Corpus Domini”. Domenica 2 giugno è stata fatta la tradizionale processione per il Corpus Domini, la cosidetta Festa degli altarini. Questa tradizionale e antica festività si svolge ogni anno la domenica del Corpus Domini (la data della sua celebrazione è fissata 63 giorni dopo la Pasqua, ovvero nove domeniche dopo la celebrazione della Santa Pasqua). Il pomeriggio di domenica è partita, dal Santuario “Maria SS. della Consolazione verso le piccole viuzze del paese, la solenne processione guidata dal Sacerdote Don Alessandro. Il sacerdote si trovava sotto il “Paliju”, un antico baldacchino ricamato con filo color oro, portato da quattro fratelli della confraternita della Madonna del Rosario e sotto un “ombrello”, ricamato anch’esso con filo color oro, portato dal sindaco dott. Giuseppe Iennarella, nelle mani portava un antico ostensorio con l’ostia consacrata al Santissimo; accanto a loro c’erano altri confratelli vestiti con il tradizionale abito ed i bambini che hanno da poco ricevuto il sacramento della Prima Comunione, con le loro tuniche bianche. La festa del Corpus Domini si caratterizza, ogni anno, per la sosta della processione presso tutti gli altarini che i fedeli preparano ogni anno nelle diverse vie (rughe). Già nella prima mattinata di domenica, si incomincia a costruire l’altare in maniera artigianale, lo si ricopre con antiche coperte, lenzuola o tovaglie ricamate a mano e lo si addobba con tante rose profumate e piante dai variopinti colori. Il sacerdote poggia l’ostensorio del Santissimo Sacramento sull’altarino ed effettua la solenne benedizione. Molti fedeli, inoltre, espongono dai balconi e dalle finestre delle proprie abitazioni, che si affacciano lungo il percorso della processione, le coperte più belle, alcune tessute al vecchio telaio, oppure, bianche lenzuola ricamate a mano, vere opere d’arte che le donne di una volta ricamavano con grande passione e amore, dimostrando di avere talento e tanta pazienza nel fare ciò. Mi ricordo che da bambino i fedeli si recavano nelle campagne a raccogliere i fiori gialli che le ginestre producono copiosi in questo periodo dell’anno e, al passaggio della processione, li lanciavano verso il sacerdote e l’ostensorio, come omaggio alla festa. La partecipazione popolare lungo le vie del paese è stata alta e la processione è stata accompagnata da alcuni antichi canti intonati con tanta devozione.
Cosmo Bertucci (camardo)

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